Sergente Maggiore Teresio Martinoli: Un asso dell’aviazione italiana nella Seconda Guerra Mondiale

La mancanza di dati certi riguardo le operazioni militari della Regia Aeronautica durante la Seconda Guerra Mondiale, unita alla politica del Comando Generale Italiano di assegnare gli abbattimenti nemici alle squadriglie piuttosto che individualmente, ha reso difficile se non impossibile individuare quei piloti con il maggiore numero di aerei nemici abbattuti durante il secondo conflitto mondiale. Tuttavia, e’ ampiamente riconosciuto anche se non in maniera ufficiale che sia il Sergente Teresio Martinoli ad avere questo posto d’onore. Di certo Martinoli e’ il pilota di caccia italiano con piu’ avversari abbattuti su Malta. Le sue gesta, come riportato da Charles Stafrace, includono infatti numerosi successi in Nord Africa e nel Mediterraneo Centrale.

Martinoli nasce a Novara il 26 Marzo 1917. Nonostante difficolta’ familiari lo obbligano ad abbandonare gli studi e cercare lavoro all’eta’ di 12 anni, l’aviazione era’ gia’ una sua passione fin dai primi anni della sua giovinezza. Nel 1937 ottiene la sua prima licenza da pilota di aliante nella sezione della Reale Unione Nazionale Aereonautica di Cameri. Sempre a Cameri, comincia il corso per pilota di aerei a motore che completa nell’Aprile dell’anno successivo.

Con questa qualifica, viene automaticamente arruolato nella Regia Aeronautica per il Servizio Nazionale. Con il ruolo di Sergente alla scuola di volo di Ghedi il 16 Dicembre 1938 si qualifica come pilota del Caproni Ca.100. Dopo un breve soggiorno alla scuola di volo di Malpensa tra Gennaio e Marzo 1939, si iscrive alla Scuola avanzata di Volo di Foggia dove perfeziona le sue abilita’ di pilota sui Fiat CR.20, CR.30 e CR.32.

Completato il corso di Foggia il 29 Agosto, Martinoli riceve il suo primo incarico operativo nella 366esima Squadriglia del 151esimo Gruppo, 53esimo Stormo a Caselle. Come Sottoufficiale, le sue missioni sono quasi sempre come gregario. Volando inizialmente con vecchi aerei come il CR.32s e IMAM Ro.41s il 16 Settembre viene assegnato, grazie alle sue eccellenti abilita’, al piu’ moderno CR.42 Falco.

Nell’Aprile 1949 viene trasferito alla 384esima Squadriglia del 157esimo Stormo del 157esimo Gruppo Autonomo dove condivide Caselle con il 53esimo Stormo, anch’esso equipaggiato con il CR.42s. Il 14 Maggio l’unita’ e Martinoli sono trasferiti nella nuova base di Trapani-Milo, dove vengono condotte esercitazioni di guerra, cosicche’ l’entrata in guerra dell’Italia il 10 Giugno non arriva come una sorpresa per Martinoli ed il suo gruppo.

Da qui, i movimenti di Martinoli divengono poco chiari, ma la sua storia puo’ essere ricostruita attraverso i movimenti della sua unita’. All’inizio di Luglio la 384esima Squadriglia opera da Comiso in Sicilia, ma gia’ da Settembre e’ in Libia, nella base di Castel Benito. Probabilmente e’ a questo punto che Martinoli si unisce alla 78esima Squadriglia del 13esimo Gruppo, dispersa tra differenti basi operative e nella quale ottiene almeno un abbattimento.

Ritirandosi verso Bengasi nei giorni finali del 1940, la 13esima trasferiva gli aeroplani superstiti e i piloti sopravvissuti agli scontri con la RAF al Quarto Stormo. Tra questi Martinoli, che adesso faceva parte della 84esima Squadriglia, Decimo Gruppo. Da questo punto in poi la sua vita si lega indissolubilmente a quella del Quarto Stormo.

In Italia, a Gorizia, all’inizio del 1941, il Decimo e Nono Gruppo del Quarto Stormo si raggruppano in preparazione con il nuovo Macchi C.200 Saetta. Il 6 Aprile cominciano delle brevi sortite contro la Jugoslavia da parte del Nono dalle Alture di Pola e dal Decimo da Ronchi; alla fine del mese entrambe le unita’ sono di ritorno a Gorizia. E’ li’ che Martinoli viene trasferito alla 73esima Squadriglia del Nono Gruppo, sempre all’interno del Quarto Stormo.

In preparazione ad un attacco massiccio in Nord Africa da parte dell’Asse, lo Stormo viene quindi trasferito dapprima a Catania e, ai primi di Ottobre, a Comiso, dove il Nono Gruppo diviene la prima unita’ della Regia Aeronautica ad essere equipaggiato con il Macchi C.202 Folgore. Sul campo nel fronte Nordafricano, e’ solo a partire dall’inizio del 1941 dopo l’arrivo del Generale Rommel e del suo Afrika Korps supportato dalla Lutwaffe che l’avanzata inglese subisce una battuta d’arresto.

Mentre due Squadriglie del Quarto Stormo vengono trasferite a Martuba, in Libia, il resto del Quarto Stormo rimane a Comiso da dove i Macchi C.202s cominciano le sortite su Malta, essendo i primi ad operare contro l’isola. Qui, Martinoli, che come gli altri membri della 73esima Squadriglia aveva trasferito diversi C.202 dalla fabbrica Macchi a Comiso, si trova in azione sopra i cieli di Malta durante Ottobre. Nel momento in cui tutte le unita’ del Quarto Stormo rientravano a Gorizia alla fine del 1941, Martinoli aveva gia’ quattro abbattimenti accertati di Hurricanes a Malta.

L’intero Stormo veniva quindi completamente riequipaggiato con C.202s nell’Aprile del 1942, nello stesso periodo in cui da Gela ripartivano le sortite contro Malta. Operazioni di scorta diventano quindi all’ordine del giorno, cosi’ come gli incontri ravvicinati con gli Hurricanes e Spitfires di base a Malta, quattro dei quali si aggiungevano alla lista di abbattimenti personali di Martinoli prima del suo terzo dislocamento in Libia.

Il fronte nordafricano ha visto alcune delle battaglie piu’ sanguinose della Seconda Guerra Mondiale, specialmente a terra. Qui il Quarto Stormo utilizzava i propri C.202s per operazioni di caccia e di bombardamenti che nonostante i numerosi successi non riuscirono a spezzare le linee di difesa britanniche. L’entrata in guerra degli Stati Uniti nel Dicembre 1941 complicava poi ulteriormente i piani dell’Asse, soprattutto a seguito delle operazioni di sbarco Alleato in Nord Africa.

Come ogni unita’ dell’Asse nel Deserto, il Quarto Stormo e’ stato messo a dura prova sia in termini di mezzi che di uomini e nonostante l’abbattimento di numerosi aeroplani degli Alleati, inclusi 11 creditati a Martinoli, il flusso di ricambi da Regno Unito e Stati Uniti era praticamente inesauribile.

Martinoli si distingue nel sanguinoso teatro nordafricano e ottiene il 16 Gennaio 1943 la Croce di Ferro Tedesca di Seconda Classe. Poco dopo, lo Stormo viene rimpatriato per la difesa di Milano, sotto bombardamento da parte degli Alleati. A causa di mancanza di caccia italiani, il Quarto Stormo viene quindi rinforzato con caccia francesi Dewoitine D.520 e Messerschmitt Bf 109s. Con l’evolversi del conflitto, il fronte si sposta nuovamente nel sud Italia. Qui, nel Luglio 1943 gli Alleati sbarcano in Sicilia e il Quarto Stormo viene inviato per contenere l’avanzata con i piu’ potenti Macchi C.205V Veltro.

Martinoli e altri piloti sono quindi nuovamente alle prese con combattimenti ravvicinati con gli Spitfires di base a Malta. Durante Luglio e Agosto Martinoli abbatte ulteriori sei Spitfires in cooperazione con altri piloti. Gli eventi prendono una ulteriore accelerazione: gli Alleati sbarcano in Calabria, l’armistizio dell’8 Settembre 1943, il nuovo governo formato da Badoglio che continua la guerra, questa volta a fianco degli Alleati.

Per ironia della sorte, e’ proprio in questo periodo che l’ultimo successo di Martinoli viene raggiunto quando con il suo C.205V abbatte un aereo cargo tedesco nel Novembre 1943.

Come da prassi, tutte le unita’ operative della nuova Aereonautica Co-Belligerante (come adesso veniva riconosciuta per differenziarsi dalla Aviazione Nazionale Repubblicana rimasta a fianco dei tedeschi nel nord) venivano riequipaggiate con velivoli Alleati. Nel 1944, il Quarto Stormo riceve un lotto di Bell P-39 Airacobra, caccia gia’ difficili da volare e che, a peggiorare le cose, erano stati usurati da un intenso uso durante la guerra e parcheggiati all’aperto nell’aeroporto di Capodichino per mesi.

La 73esima Squadriglia di cui Martinoli ancora fa parte passa al 12esimo Gruppo e Martinoli diventa uno dei primi piloti ad essere assegnati ad uno dei nuovi caccia, con cui esegue il suo primo volo il 29 Giugno da Campo Vesuvio, vicino Napoli. Il P-39 era destinato a diventare la bara di Martinoli.

Durante il suo ventottesimo volo su quel caccia, il 25 Agosto 1944, un problema al motore lo obbliga ad un atterraggio di emergenza che gli costera’ la vita. Durante la sua carriera Tereso Martinoli ha effettuato 563 missioni per un totale di 505 ore di volo. Durante la sua carriera ha abbattuto 22 aerei e partecipato all’abbattimento di altri 14. L’Italia ha riconosciuto il suo valore assegnandogli due Medaglie D’argento al Valor Militare e una postuma Medaglia D’oro al Valor Militare. Come citazione a quest’ultima si menziona specificatamente l’abbattimento di 22 velivoli durante la campagna sopra il Mediterraneo e in Nord Africa. Di queste vittorie, otto sono state ottenute a Malta; cinque nel 1941 e tre nel 1942.

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